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Servizio mensa all'ospedale di Paola in "condizioni inaccettabili" la denuncia di Amalia Bruni

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  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 2 min

La consigliera regionale Amalia Bruni denuncia: «Condizioni inaccettabili nel servizio mensa dell’ospedale di Paola. La sanità è anche dignità»


Cibo immangiabile all'ospedale di Paola
L'ospedale di Paola

Paola, 3 aprile 2025 – «Continuano ad arrivarmi segnalazioni sempre più gravi e dettagliate sullo stato del servizio mensa nell’ospedale di Paola», è l'intervento della consigliera regionale Amalia Bruni che spiega: «Pazienti e familiari denunciano con insistenza la scarsissima qualità del cibo, spesso descritto come immangiabile, tanto da costringere i parenti a cucinare e portare personalmente i pasti ai degenti, due volte al giorno e per intere settimane». La consigliera regionale del Pd Amalia Bruni definisce “inqualificabile” la situazione venutasi a creare.


La storia

«Mi è stata raccontata – spiega Bruni – la storia di una persona che ha assistito la madre ricoverata, portandole ogni giorno da casa il cibo. Il problema diventa drammatico per chi non ha accanto familiari o amici disponibili: ci sono degenti che rischiano di non nutrirsi affatto, o di farlo in modo inadeguato, con gravi ripercussioni sulla salute e sul recupero clinico».



Le critiche

«Siamo davanti – continua la consigliera Bruni – a un servizio unico per l’intera ASP, e da tempo al centro di critiche che sembrano cadere nel vuoto. Non entro nel merito delle responsabilità gestionali, ma è chiaro che ci troviamo di fronte a una questione di dignità, salute e rispetto della persona, che non può più essere ignorata».

Bruni chiede che l’ASP di Cosenza apra immediatamente una riflessione seria, trasparente e pubblica sulla qualità del servizio mensa, ricordando che «la sanità non è fatta solo di macchinari e reparti, ma anche di tutto ciò che ruota intorno alla cura e al benessere delle persone fragili».


Necessaria una commissione


Amalia Bruni
Amalia Bruni

«Non so se esista già una commissione interna o se l’argomento sia stato approfondito dopo una recente polemica pubblica, ma una cosa è certa: non possiamo voltare la testa dall’altra parte, soprattutto quando a parlare sono pazienti e familiari esasperati da situazioni che si ripetono da troppo tempo».

Infine, la consigliera lancia un appello diretto ai vertici aziendali: «Non servono atti ma ascolto, verifica immediata e un cambio di passo. Restituire umanità e decoro ai servizi ospedalieri è il primo passo per recuperare la fiducia perduta».



Fermare la "vergogna"

«Soprattutto ora, con l’appalto scaduto, è indispensabile pretendere che questa vergogna non si ripeta mai più. Non si può tollerare oltre un disservizio che offende la dignità dei pazienti e delle loro famiglie. Ogni futura assegnazione dovrà essere improntata al rispetto rigoroso della qualità, della trasparenza e della responsabilità sociale. La sanità non può permettersi altri errori, né altri silenzi», conclude Amalia Bruni.


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